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Amor mai non s`addorme. Storie di Montecchi e Capuleti
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Anno: 2009 / Regia: TTB - Teatro tascabile di Bergamo

Che cosa accade quando un classico esce dal teatro?  

Dall’Ottocento in poi, la storia di Giulietta e Romeo è divenuta qualcosa meno e qualcosa più di un capolavoro. I due giovani innamorati hanno tagliato gli ormeggi del loro contesto d’origine e sono divenuti personaggi assoluti. Personaggi vivi, fantasmi di famiglia.
Che cosa accade quando l’amore non si addormenta? Esce dai libri di poesia, emigra dalle scene. E, quando scende in piazza, può accadere di tutto.

“Amor mai non s’addorme” si apre con l’arrivo di una bambina bendata. Quando la benda cade, in piedi davanti a lei sta una fila di persone: Giulietta e Romeo al centro. Ai lati, la Nutrice, Frate Lorenzo, Mercuzio, il Carabiniere, Tebaldo. Di fronte alla bambina sta Donna Capuleti. Sono pallidi come fantasmi, insanguinati come i protagonisti dell’ultimo atto di una tragedia, pronti a ripetere ossessivamente la loro battuta-chiave, a mostrare le proprie ferite. Ma sono anche vivi, ignari e trepidi e comici come personaggi all’inizio di una nuova storia.

Che faranno? Sono fantasmi, vogliosi di esibire il proprio sangue inutilmente versato, di ripetere le parole, i gesti che li hanno portati alla tragedia, personaggi che ricordano di essere morti, pronti ad inveire uno contro l’altro.
Ma sono anche esseri umani in carne ed ossa, pronti all’amore e alla lotta, comici e tragici insieme, pieni di gioia di vivere, di amare, di ballare, perfino di perdonare. E Giulietta e Romeo son solo due ragazzi che ancora non sanno di essere pronti a innamorarsi. Ma nello stesso tempo sono anche spettri di giovani uccisi anzi tempo. Sono due scheletri che ballano. La piazza che abitano è una Verona fatta di ombre, della memoria di una gioventù sparita, di una violenza sempre viva e sempre all’erta.

In mezzo a tutto questo gran disordine, la bambina spia, osserva, si nasconde, protetta, come è giusto, da un tutore dell’ordine, da un carabiniere in alta uniforme. Appare e scompare, tenendosi ai margini, ma è difficile che riesca a tenersi fuori dalla storia fino alla fine. Ci entrerà dentro, non c’è dubbio. Perché, col passar dei secoli, Giulietta e Romeo si è trasformato, e ora non è solo poesia, è una storia viva, una memoria che ci accomuna. Una storia di erotismo e violenza, di giovani assassini, mandati a morire d’una morte inutile. Una fiaba del nostro tempo. Una storia che ci appartiene. E a cui apparteniamo.

Dedicato al pittore bergamasco Vincenzo Bonomini che, all’inizio dell’Ottocento, dipinse il sorriso degli scheletri.



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«Spettacolare presentazione di Amor mai non s’addorme nella Plaza de Armas […] Un’opera a tratti spettacolare, ma che in altri momenti giunge ad uno straziante intimismo drammatico che raramente è stato vissuto nella Plaza de Armas. La compagnia italiana del Tascabile di Bergamo - unico gruppo straniero invitato al Festival “Internazionale” - ci ha sorpresi per la maestria nell’uso di svariate tecniche del teatro in spazi aperti.»
El Sol de Zacatecas, Messico, 2010