spettacoli

PĆ¹tana Moksha
Teatro di strada

Spettacoli di sala

Progetti speciali

Teatro orientale

Spettacoli dimostrazione
 

Anno: 1987 / Regia: -

Il Kathakali è il teatro indiano per antonomasia. Originario del Kerala, nell`India sud-occidentale, il Kathakali, nella sua forma attuale, viene fatto risalire alla seconda metà del XVII secolo, quando il Rajah di Kottarakkara compose gran parte del repertorio rifacendosi all`epopea classica induista del Ramayana e del Mahabharata. Il momento del suo massimo splendore si colloca intorno alla metà  dell’Ottocento. In seguito, il Kathakali andò soggetto alla generale decadenza della cultura tradizionale indiana sotto il dominio britannico. Dopo l’indipendenza (1947), grazie alla spinta di alcuni appassionati poeti e all`intelligente azione del governo regionale, il Kathakali è tornato all`antico splendore e gode di una vitalità e una popolarità sempre crescenti.
La fama del Kathakali, un mito anche per la pratica scenica occidentale, ha le sue radici nel rigore della tecnica e della preparazione dei suoi attori.

Pùtana Moksha (La salvezza di Pùtana)
Answati Tirunal Tampuran 1756-1794
Come nella tradizione, lo spettacolo si apre con un pezzo di danza pura, il Pakuti Purapaddu (letteralmente "introduzione"). Il sipario si abbassa e due personaggi gemelli, Krishna (l`energia maschile) e la sua Sakti (o energia femminile) appaiono. La simbologia cui la danza rimanda è di carattere cosmogonico: il dissolversi dell`oscurità e la creazione del cosmo attraverso la danza.
Segue quindi un lungo brano di danza recitata “Pùtana Moksha” tratto dai Bhagavata Purana, una raccolta di storie del periodo post-vedico.
Il brano è stato "restaurato" secondo l`edizione originaria (variamente decurtata negli ultimi decenni). 
 Il malvagio re Kamsa ha saputo da una profezia che un giorno verrà ucciso dal dio Krishna. Dopo aver cercato senza successo di impedirne la nascita (la madre è la sorella stessa del re), Kamsa invia quindi una sorta di orchessa-sicario, Pùtana, ad Ambadi, la città in cui è stato nascosto il dio ancora lattante.
La scena si apre con il tirannoku, una tecnica propria del Kathakali, con cui i personaggi si presentano rivelandosi a poco a poco da dietro lo schermo di un sipario.
Pùtana è un personaggio grottesco nelle movenze e nel trucco: la sua prima presentazione è la parodia delle scene d`amor cortese in cui l`eroina si prepara all`incontro d`amore: non le raffinatezze della toilette aristocratica, ma la goffaggine di una orchessa maldestra.
Ricorrendo ad un  potere magico Pùtana si trasforma in un splendida fanciulla e può finalmente recarsi ad Ambàdi. Inizia qui una lunga descrizione lirica delle bellezze della città: i palazzi decorati da gemme preziose, le fanciulle che danzano e giocano sulle rive di ruscelli dalle fresche acque, i pavoni che aprono le loro ruote multicolori.
Ma Pùtana, pur rapita da tante bellezze, ricorda il suo dovere: uccidere il piccolo dio Krishna. Lo cerca nella sua bella casa: la sua malvagità vacilla di fronte al fascino del bimbo, finché prende con determinazione ad allattarlo dopo essersi cosparsa di veleno i capezzoli ma Krishna insieme col latte avvelenato succhia dal seno di Pùtana la sua stessa vita. La strega perde le sue fattezze angeliche e cade a terra contorcendosi negli spasmi della morte. Una luce appare: con la morte Pùtana riacquista le sue sembianze di demonessa e solo per aver toccato il corpo del dio raggiunge il Moksha, unione finale col divino, liberazione e salvezza dal ciclo delle rinascite.




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