ELEKTRA

Lo spettacolo riflette sul rapporto tra crudeltà e compassione. Fin dove può spingersi la crudeltà dell’essere umano? La tragedia mette in scena una catena ininterrotta di vendette: quella di Clitemnestra contro Agamennone, poi quella di Elettra contro Clitemnestra, fino all’apparizione dell’angelo della vendetta. Il primo sangue scorre con il sacrificio di Ifigenia, e da quel momento il fiume della violenza attraversa tutta l’opera.
La musica e gli oggetti di scena contribuiscono a evocare questa atmosfera. La colonna sonora attinge alla tradizione popolare delle campagne iraniane, con canti di pastori, pescatori e contadini, insieme ai lamenti funebri delle donne. In scena gli attori utilizzano falci, giare e corna di bue per costruire le diverse situazioni drammatiche. La coreografia e la composizione delle figure siispirano agli antichi motivi dei vasi greci e ai dipinti di Caravaggio.
Prometheus Theater è il progetto artistico fondato nel 2005 da Farzad Amini (1977), ispirato al mito di Prometeo come simbolo di conoscenza, libertà e resistenza. A Teheran sviluppa una ricerca sull’attore e sulla composizione scenica, influenzata dal pensiero di Jerzy Grotowski ed Eugenio Barba. Realizza i propri spettacoli in spazi non stabili, e presenta le proprie produzioni in sale pubbliche o private.
Laureato in Letteratura drammatica e in Filosofia, Amini ha diretto numerosi spettacoli ispirati a Shakespeare, Euripide, Franz Kafka, Gabriel García Márquez, Søren Kierkegaard e Sadegh Hedayat. Parallelamente porta avanti una ricerca nelle arti visive; la sua più recente esposizione, Stabat Mater Dolorosa, è dedicata al dolore delle madri in lutto per i figli uccisi.