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ARCATE D`ARTE - Il chiostro in scena / Da Maggio a Ottobre
Pubblicata il 07/05/2021

DAL NIENTE, QUALCOSA
Riprendono, da maggio ad ottobre, le...

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  • attività di Arcate d’arte. Consonanze di teatro, cultura e arte in forma ridotta e nel rispetto delle regole. Arcate d’arte è la manifestazione estiva curata dal Tascabile per la promozione del Monastero del Carmine in quanto luogo di condivisione per la ricerca, la formazione, la produzione artistica, in una prospettiva internazionale e multidisciplinare.
    Quest’anno, nel chiostro del Monastero verranno presentati gli spettacoli di repertorio del Tascabile e le attività delle manifestazioni bergamasche che tradizionalmente trovano sede al Carmine: Festival Orlando, Contemporary
    Locus, FDE Festival Danza Estate, Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo.

    Nella cornice del progetto #tuoCarmine, durante Arcate d’arte – Il chiostro in scena, l’Associazione Culturale Guide Turistiche Città di Bergamo proporrà delle visite guidate del Monastero del Carmine. Prima degli spettacoli del TTB sarà possibile visitare gli spazi riqualificati negli scorsi mesi e scoprire storie e racconti legati a tutti gli spazi dell’intero complesso monastico.

    Visita: Scopri il programma ed acquista i biglietti
 

TTB per #tuoCarmine / Sostenere il teatro è semplice e non costa nulla
Pubblicata il 03/05/2021

È possibile devolvere per la ripresa delle attività del TTB al Carmine il...

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  • 5xmille individuando lo spazio dedicato nel 730, modello unico o CU.
    Firma nel riquadro “Sostegno alle organizzazioni non lucrative...” e inserisci il nostro codice fiscale: 00516830163.
    Nel 2020, nonostante l’emergenza sanitaria, il lavoro del Tascabile non si è fermato. Per la città di Bergamo, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura, il TTB ha coordinato il lavoro di 16 fra compagnie e singoli attori professionisti che, in 40 cortili di 20 quartieri, hanno presentato 106 azioni teatrali, all’interno del progetto Affacciati alla finestra.
    Per il 2021, prevedendo il ritorno ad una forma di “quasi normalità”, il Tascabile presenterà un nutrito numero di spettacoli del suo repertorio e accoglierà le attività di Festival Danza Estate, Contemporary Locus, Orlando e Fotografica - Festival di Fotografia Bergamo.

    Visita: Maggiori informazioni
 

TTB per BENI COMUNI. DALLA STRATEGIA ALLA GESTIONE
Pubblicata il 22/02/2021

Prosegue il “tour” che vede il TTB chiamato in tutta Italia a raccontare...

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  • l’esperienza di recupero e valorizzazione in chiave culturale del monastero del Carmine, progetto realizzato dal Tascabile in alleanza con l’Amministrazione comunale di Bergamo.
    La prossima tappa sarà il percorso di formazione “Beni comuni. Dalla strategia alla gestione” organizzato da
    Nòva - Caserma Passalacqua di Novara.
    Venerdì 26 febbraio il TTB interverrà, insieme a Franco Milella di Fondazione Fitzcarraldo, al Workshop https://www.facebook.com/events/459737808489719 per portare la sua esperienza di primo Partenariato Speciale Pubblico Privato in Italia.
    Il percorso di formazione è completamente gratuito e fruibile online.
    Per partecipare al workshop del 26 febbraio sei invitato a compilare il seguente questionario: https://bit.ly/2OC0Xl3
 

TTB per LA CULTURA CURA
Pubblicata il 10/11/2020

Il 2 novembre è stato pubblicato il manifesto “La Cultura Cura”,...

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  • promosso da Alleanza delle Cooperative Italiane e dalle principali sigle del mondo della cultura italiana a sostegno degli operatori e dei lavoratori del comparto culturale nazionale colpiti dall’emergenza.
    Il Tascabile aderisce e rilancia l’appello, concorde sulla necessità di richiedere un’attuazione immediata delle misure ristoratrici e sull’importanza di definire una strategia condivisa in vista di una riapertura che punti sulla centralità della funzione sociale, economica e democratica che quotidianamente il comparto artistico svolge nei territori.

    Visita: Testo manifesto
 

TEATRO: UN FUTURO POSSIBILE
Pubblicata il 07/04/2017

Dall’intesa tra TTB, Comune di Bergamo e privati prende il via il progetto di...

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  • recupero di alcuni spazi del Monastero del Carmine, sede del Tascabile dal 1996. Grazie agli interventi, il Carmine sarà sempre più luogo internazionale di condivisione per la ricerca, la formazione e la produzione artistica, in linea col progetto culturale sviluppato dal TTB da oltre 40 anni e nel solco delle più avvertite esperienze europee.
     
    I primi interventi riguarderanno la sala teatrale che diverrà "Teatro Renzo Vescovi" (fondatore del TTB) e la sala del Capitolo che, grazie al sostegno di Suntrading Sunsaving e in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, sarà destinata alla consultazione del Fondo librario Renzo Vescovi.

    Visita: Il progetto / Sito Artbonus: sostieni il progetto
 

TTB per BERGAMO / #5 una grande avventura comune
Pubblicata il 16/06/2020

Condividiamo l’ultimo racconto dedicato alla storia del TTB e del suo legame con la...

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  • città di Bergamo.
     
    TTB per BERGAMO / #5 UNA GRANDE AVVENTURA COMUNE

    RAIMONDO LATINI: Un teatro può dare molto a una città. Ma è vero anche che un teatro può vivere solo se è amato e aiutato dalla città. Un teatro è un dialogo vivente, tra chi lo fa e chi ne beneficia. Il primo intervento di supporto al Teatro Tascabile lo abbiamo fatto qualche anno fa. Eravamo sei o sette amici del TTB, amici privati, non esisteva ancora il progetto di Partenariato. Noi semplicemente volevano dare aiuto a un gruppo che stimavamo e che seguivamo da tanti anni, che secondo noi ha fatto molto per Bergamo. Poi è arrivato il progetto di restauro del Carmine. All’inizio sono stato perplesso. Mi ha convinto l’idea che tra TTB  e Comune  ci fosse un impegno ventennale: chi contribuisce finanziariamente lo fa con la garanzia che il teatro che intende supportare potrà lavorare in questi spazi per molti anni. Oggi ho la grande soddisfazione di vedere che i lavori sono partiti e la speranza che altri possano comportarsi in maniera analoga. Questo è il mio auspicio e non vedo l’ora di vedere i primi spettacoli, l’anno prossimo, in questo teatro rimesso a nuovo.
    (Raimondo Latini è morto per Coronavirus il 6 aprile 2020. Il TTB lo ricorda con affetto, nostalgia e riconoscenza).

    ERMINIA CARBONE: Mi preme sottolineare, come capo dell’ufficio patrimonio, che noi e TTB siamo “nati partner”: c’è stata sempre una notevole comunicazione tra noi e sono contenta di essermi trovata al posto giusto nel momento giusto. Lo strumento che ci ha consentito di lavorare veramente in partnership è stata l’istituzione del Tavolo Tecnico: abbiamo potuto sederci allo stesso tavolo, noi come ufficio amministrativo, la Soprintendenza, il TTB,  l’ingegnere Matteo Ranghetti, progettista,  e abbiamo esaminato i contratti con le imprese che hanno assunto il lavoro, abbiamo esaminato i progetti con i tecnici del Comune, sempre. Il fatto poi di esserci riusciti con impegno reciproco… non vi dico quante volte è andato avanti e indietro lo schema di atto convenzionale col TTB, finché l’abbiamo veramente condiviso in tutto e per tutto. Lo dico senza retorica, sono orgogliosa di avere lavorato a questo progetto.

    SIMONA BONOMELLI: Chi mi conosce bene sa che una delle mie forti convinzioni è che per “vivere ti deve battere il cuore” … entrando al TTB è inevitabile che il cuore batta forte, perché è un luogo incantato, ricco di persone che ti emozionano e che ti sanno comunicare che far teatro non significa solo fare spettacoli e cultura, ma sviluppare il sapere del proprio territorio, attraverso la cura di un luogo e dell’intera comunità che gli appartiene.

    EZIO DELIGIOS: Il cinema, il teatro, quei luoghi bellissimi che sino a poco tempo fa davamo per scontati, oggi sembrano lontani e irraggiungibili. E soffrono. E avranno bisogno di tutto il nostro aiuto quando ci risveglieremo da questo incubo.  Voglio parlare di un piccolo gioiello della cultura bergamasca, il TTB. Nel cuore di Città Alta, attraversando uno splendido passaggio solo poco tempo fa riaperto al pubblico, si raggiunge un chiostro dove la magia del teatro ci travolge in mille modi diversi. Ma da quel luogo raccolto e caro il TTB “per le vie si spande” e celebra con i bergamaschi gli eventi importanti della città. Speriamo di tornare presto a vedere Arlecchino e tutti gli altri personaggi del TTB nelle loro stanze al Carmine e nelle piazze della città.

    SILVIA BALDIS: Ora stiamo lavorando nell`ala cinquecentesca del complesso, nei locali attigui al bellissimo refettorio che contiene il più importante ciclo decorativo sopravvissuto con le raffigurazioni dei beati e santi Carmelitani racchiusi in oculi dipinti. Gli interventi di discialbo che stiamo completando porteranno alla luce gli intonaci originali delle volte e delle pareti. Prenderci cura di questi spazi ci da la sensazione di contribuire nel nostro piccolo a far sì che il Carmine continui ad essere un luogo prezioso.

    RAIMONDO LATINI, Ingegnere
    ERMINIA CARBONE, Dirigente al Patrimonio del Comune di Bergamo
    SIMONA BONOMELLI, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bergamo
    EZIO DELIGIOS, ragioniere commercialista
    SILVIA BALDIS, restauratrice
     
    PARTENARIATO SPECIALE PUBBLICO-PRIVATO:
    Siamo partiti dal presupposto che il monastero del Carmine non deve essere solo un contenitore di eventi, ma uno spazio di relazione in cui le persone possano riconoscersi in quanto comunità. E’ nato così il progetto di recupero e valorizzazione che si è potuto sviluppare grazie ad un accordo di Partenariato speciale pubblico-privato, cioè grazie ad una alleanza progettuale e programmatica tra TTB e Amministrazione. E’ il primo accordo di questo genere in Italia e traccia una strada nuova e importante: un privato che con il suo lavoro e la sua forza si impegna nel recupero e sviluppo culturale di un bene pubblico, coinvolgendo cittadini, associazioni e imprese.  Lo scopo, divenuto comune, è una matrice per la cultura e per la vita futura.

    #TuoCarmine
     
    DIDASCALIA IMMAGINE:
    Carmine, TTB performance, 2016, photo Gian Franco Rota
 

TTB per BERGAMO / #4 ultimi arrivi
Pubblicata il 26/05/2020

Condividiamo il quarto racconto dedicato alla storia del TTB e del suo legame con la...

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  • città di Bergamo
     
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    TTB per BERGAMO / #4 ULTIMI ARRIVI
     
    MARTA: Lavoro ufficialmente con il Teatro Tascabile da maggio dell’anno scorso. Sono figlia di Caterina [Scotti], che è nel TTB dal 1982. Quando sono nata, nel 1999, anche mio padre [Francesco Suardi] faceva parte del TTB. A 3 mesi ho fatto il mio primo viaggio in Argentina, a 9 in Brasile, poi sono stata in Costa Rica, Messico e in tanti altri luoghi. Da adolescente percepivo il teatro come qualcosa che già era lì, a prescindere da me, faceva parte della vita dei miei genitori. Non lo volevo fare, mi sembrava che avrei avuto ben poca fantasia nello sceglierlo come professione.
    ...
    ALESSIA: Sono entrata al TTB nel 2018. Le dinamiche di un gruppo s`imparano vivendo il gruppo. Purtroppo non esiste un manuale che ti spiega come ci si deve comportare o cosa devi fare. Credo esista di base uno scopo comune: fare teatro. Ma a questo scopo comune si aggiungono questioni da non sottovalutare: cercare di mantenere il proprio equilibrio e allo stesso tempo condividere, ascoltare i bisogni del gruppo e ascoltare quelli dei singoli, imparare ad osservare silenziosamente. E essere un po` strambi. Essere strambi aiuta. Forse è perfino essenziale.
    Al TTB la base per la formazione dell`attore sta nel passaggio di tecniche da maestro ad allievo. E` un processo lungo, difficile, bisogna avere pazienza. Io, per esempio, sono una frana con i trampoli. I trampoli sono terribili. Un giorno li indossi e riesci a fare tutti gli esercizi di base, magari persino i fouettés. Il giorno dopo rimetti i trampoli, ed è un disastro: cammini senza riuscire a staccare la mano dal muro per il terrore. Bisogna essere un po` testoni e non scoraggiarsi, ma a volte è difficile controllare ciò che il cervello ti sussurra tutto il tempo: "e se cadi, ti rompi una gamba e non puoi più fare Bharata Natyam?". Il mio cervello mi dice solo cose  terribilmente tragiche…
    ...
    MARTA: Ho la sensazione di essere stata sempre consapevole che alla mia “vera” famiglia fossero costantemente intrecciate altre vite, che esistesse una famiglia più grande che si chiamava TTB. Ho sempre chiamato zio o zia tutti quelli del gruppo. Mi piaceva.
    Mi ricordo una volta, in Brasile, avevo 6 anni. Mia madre mi aveva portato una vestina molto carina, bianca, smanicata, con bordi di raso azzurro cielo. Mi disse che potevo indossarla per accompagnare zio Beppe [Chierichetti] in Valse. Valse si apriva con zio Beppe che appoggiava per terra delle candele, formando un ampio cerchio perfetto: il grande salone da ballo. Era molto divertente quando nel pomeriggio si prendevano le misure per fare il cerchio sotto il sole cocente. Zio Beppe e zia Cocò [Luigia Calcaterra] formavano una specie di compasso vivente: uno stava al centro, con in mano uno spago lungo quanto il raggio che volevano tracciare, l’altra, tenendo in mano l’altro capo del filo, faceva lunghi passi da giraffa, sempre identici, e segnava per terra il posto dove mettere le candele. Ero felice di prendere parte allo spettacolo, mi fidavo ciecamente di zio Beppe. Dopo aver studiato attentamente con lui cosa dovevo fare, mi preparai, ed ero già pronta molto prima degli altri. Ma mentre li guardavo infilarsi nei loro bei costumi cominciai a sentirmi sempre più sola e abbandonata. Fu un disastro. Poco prima dell’inizio dello spettacolo scoppiai a piangere, fui presa dal panico, mi rifiutai di entrare in scena. Per fortuna con il tempo ebbi molte altre occasioni per riscattarmi, facendo piccole parti negli spettacoli. Poi quando anche gli altri membri del gruppo fecero dei figli diventò tutto più semplice e anche più divertente.
    ...
    ALESSIA: Il TTB non è solo un gruppo di attori, esiste anche l’ufficio, a cui si dedicano completamente Elena [Donda] ed Emanuela [Presciani], ma per il quale tutti abbiamo qualche incombenza. Le energie di un gruppo non vanno solo alla formazione e agli spettacoli, ma a tutto ciò che è collegato al TTB. In questo periodo soprattutto ad un super progetto con i fiocchi, il restauro del monastero del Carmine e la creazione del Teatro Renzo Vescovi che non ho conosciuto, ma che quasi quasi conosco anch’io perché i miei compagni non fanno che parlare di lui. Prima della quarantena abbiamo passato mesi da pazzi, smontando i camerini,  il foyer e la  sala per liberare gli spazi in modo che si potessero cominciare i lavori. Abbiamo recuperato armadi, sistemato costumi e oggetti, smontato il graticcio della sala, inscatolato tutti i libri, organizzato il nuovo magazzino ed ora siamo in attesa. Non vedo l`ora che sia finito il restauro. Non vedo l`ora di fare di nuovo spettacolo. Abbiamo tanti progetti. Con questa quarantena il desiderio è cresciuto ancora di più.
    ...
    RENZO VESCOVI: "Gruppo" per noi è una nozione fondamentale. Vuol dire che qualcuno ha avuto sia la santa pazienza che la casuale fortuna di poter vivere lungamente assieme senza litigare, senza andarsene. Soltanto così, rimanendo insieme per un lungo numero di anni, possiamo imparare, crescere, maturare, e trasmettere a nostra volta la nostra conoscenza. Altrimenti le conoscenze non si passano.


     
    DIDASCALIA IMMAGINE
    2006 Anno dell’Italia in Cina, “Valse”
 

TTB per BERGAMO / #3 poi venne l`India
Pubblicata il 12/05/2020

Condividiamo il terzo racconto dedicato alla storia del TTB e del suo legame con la...

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  • città di Bergamo
     
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    TTB per BERGAMO / #3 POI VENNE L`INDIA
     
    RENZO VESCOVI. L’innamoramento è un’esperienza turbolenta e nessuno si meraviglia che la sua forza biologica e vitale si rovesci nel creato anche distruggendo, senza curarsi del bon ton, spesso straripando da argini in cui sarebbe forse bene che si contenesse. La pulsione per l’India fu razionale, fu bisogno di tecnica, e al tempo stesso fu cieca come un amore romantico. Il mio intento era semplice: possedere quella bellezza! Come nei romanzi d’appendice: col punto esclamativo e a ogni costo. Ma quando la mia proposta di impegnarci in un lungo studio di tradizioni artistiche aliene apparve ai miei compagni troppo strana, e si impelagò negli abituali problemi di soldi e organizzazione, diedi una grande palmata sul tavolo e mi impuntai. 
    ...
    USHA RAGHAVAN. Era il 1980. Stavo insegnando Bharata Natyam a Parigi, al Centre Mandapa. All’inizio della sessione di lavoro, Milena, [Salvini] direttrice del Centre, mi chiese se potevo permettere ad un signore di seguire la lezione. Dissi di si. Entrò un ragazzo italiano [Beppe Chierichetti] che rimase seduto in un angolo, semplicemente osservando, per tutto il tempo. Alla fine di quella sessione mi chiese: "Vorrebbe venire a Bergamo ad insegnare Bharata Natyam?” Istintivamente ho risposto: "Sì, certo". E poi gli ho chiesto: "Ma dov`è Bergamo?" Fu l’inizio di una amicizia bellissima. Da allora sono passati trentanove anni. Ho messo piede al TTB con la semplice idea di insegnare quel poco che sapevo ma non mi sarei mai aspettata che la nostra conoscenza avrebbe arricchito la mia vita per sempre.  Il 18 gennaio 1981 atterrai a Roma e presi la coincidenza per Milano. Quando sono uscita dall`aeroporto di Milano Beppe mi aspettava. Eravamo a circa tre quarti d`ora di macchina da Bergamo (mio padre mi aveva indicato sulla mappa dove si trovava Bergamo!). Mentre ci stavamo avvicinando Susanna [Vicenzetto] mi disse: "guarda, vedi i colli? quella è Città Alta". Il mio primo pensiero è stato: "Wow, sembra Tirupati!” Siamo arrivati al teatro: in parole povere, "un piccolo paradiso".
    ...
    K.M. JOHN KALAMANDALAM. Il mio incontro con il Teatro Tascabile è stato un momento di svolta nella mia vita di attore e insegnante di Kathakali, perché cominciando a insegnare a Beppe, e agli altri attori del Tascabile, ho capito di non aver ancora studiato e compreso tutto. Mi chiedevano molte cose, Beppe e Renzo, e spesso non riuscivo a rispondere. Così, dovevo andare dal mio insegnante e domandare e domandare per saperne di più. Insegnando a loro, studiavo a mia volta.
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    ALOKA PANIKAR. Ho conosciuto Renzo Vescovi alla fine degli anni Settanta durante il mio primo viaggio in Italia. Ero stata invitata dal professor Marotti dell’Università di Roma insieme allo studioso e storico della danza indiana Mohan Khokar, per tenere laboratori e spettacoli di Orissi presso vari gruppi teatrali italiani. Il TTB era uno di questi gruppi. Ma con il TTB fu diverso. Fu l`inizio di un rapporto che è durato tutta la mia vita. Il TTB è un gruppo di artisti con una profonda comprensione e rispetto per il teatro-danza indiano. Renzo mi ha aiutata a dare il meglio di me stessa. Grazie per sempre caro Renzo…
    ...
    AMBIKA PANIKER. Luigia [Calcaterra] e Tiziana [Barbiero] imparavano l’Orissi da mia madre.  Luigia, la più matura, quella "giudiziosa", dagli occhi sapienti, Tiziana, di appena due anni più grande di me, con i suoi riccioli biondi che le cadevano sempre sugli occhi! Mi chiedevo perché non si pettinasse o non li legasse come facevamo noi. Loro erano affascinate dall`India, e io da loro. Ricordo una volta Tiziana, vestita con un sari, correre per darmi un ultimo abbraccio prima di partire per l’Italia. Naturalmente con un sari non si può correre, così se lo era alzato fino alle ginocchia. Immaginate una ragazza italiana, nel 1978, in India, che corre verso di voi, tenendo il sari sollevato, con le gambe in mostra e i suoi capelli folli al vento!  E intanto Luigia, poche ore prima di partire, ancora stava lì a chiedermi di registrare i testi per poterli meglio imparare. Ci sono così tanti ricordi, così tanti momenti di risate e di calore che ci si potrebbe scrivere un romanzo. Che ancora sorrido.  Quel che ci ha unito è l’Orissi e la nostra maestra, mia madre... Ho visto quanto duramente Luigia e Tiziana hanno lavorato per raggiungere la perfezione tecnica.  Non ci sono mai state scorciatoie, solo una dedizione completa e penso che sia così che tutti gli attori del TTB lavorano: onestamente e sinceramente. Oggi posso vedere le stesse qualità emergere tra gli attori più giovani. Non solo il corpo si apre e cresce, ma anche la mente e lo spirito. 
    ...
    RENZO VESCOVI. Tutti hanno tentato di convincermi che l’India, la pratica delle danze indiane, era una strada veramente troppo stupida. Una strada impraticabile, che non si poteva fare. Dopo anni e anni, Grotowski volle che andassimo a fargli vedere le nostre danze. E dopo averle viste, sorridendo mi ha detto: “va bene, adesso ci hai convinti tutti che la tua scelta era quella giusta, ma devi anche ammettere che quando hai cominciato avevamo ragione noi”. 


     
    DIDASCALIA IMMAGINE
    Bangalore - febbraio 2020: Tiziana Barbiero, Alessia Baldassari, Elisabeth Khokar, Ashish Khokar, Caterina Scotti, Praveen Kumar, Anupama Hoskere, Divya Hoskere e il gruppo della “Chithkala School of Dance” di Bangalore. Photo: Jayasimha Reddy
 

TTB per BERGAMO / #2 la nostra strada
Pubblicata il 01/05/2020

Condividiamo il secondo di quattro racconti dedicati alla storia del TTB e del suo legame...

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  • con la città di Bergamo
     
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    TTB per BERGAMO / #2 LA NOSTRA STRADA
    Quando ho incominciato a fare teatro ero uno studente universitario. Allora il teatro era una sorta di derivazione dalla letteratura. Che poi ci fossero anche gli attori era una cosa tutto sommato abbastanza secondaria. Ma io mi ero innamorato di Anna Proclemer e con lo scooter ero andato da Milano fino a Gardone, che è a centocinquanta chilometri, per vederla recitare in Santa Giovanna di G. Bernard Shaw. A un certo punto mi accorsi, durante la regia del Campiello di Strehler, che queste regie erano note a piè di pagina dei testi, era tutto già previsto. Il teatro cosiddetto tradizionale incominciò a diventare per me come un pane raffermo.

    Nel dicembre del 1972 tutti coloro con i quali avevo lavorato fino ad allora se ne andarono. E questo fu il momento preciso in cui nacque il TTB come è ora. Non avevo riferimenti specifici, ma solo un grande interesse: l’attore doveva muovere il corpo, doveva darmi una specie di carica adrenalinica: arriva sul palcoscenico, fa un salto mortale e si ha la percezione di qualcosa che di colpo riesce a darti una sferzata di vitalità pura. E per vitalità intendo una sorta di euforia connessa al coraggio.

    Bisognava cominciare a lavorare, e allora da quali maestri andare? I maestri non sono così disponibili sul mercato, perché fare il maestro è una questione di anima, e in più ci sono delle categorie di maestria. Io sono stato fortunato, ho incontrato Eugenio Barba, e poi Grotowski. Quando Barba parla del proprio rapporto con Grotowski, parla di un rapporto di sfida; ma a me la sfida non interessava. Nei confronti di Eugenio ho un sentimento diverso, di amore; lo abbraccio, trovo che sia simpatico, che sia bello! Quando vedo Barba sono contento come un ragazzo che ha un aquilone: pura felicità.

    All’epoca per l’amministrazione eravamo un gruppo di sinistra, qualcosa di simile a un gruppo di terroristi. Non avevamo alcun finanziamento. Tuttavia nel ’75, la Regione Lombardia e il Comune di Bergamo misero a disposizione un po’ di soldi per sostenere un progetto del TTB, un piccolo festival, “Invito alla Festa”, da legare alle organizzazioni dei quartieri di Bergamo. Prendevamo stanza in un quartiere e ricavavamo un luogo per le prove dello spettacolo stando tutto il giorno lì. Spesso venivano i bambini a vedere i trampoli, poi andavano a casa, parlavano coi genitori… A poco a poco, con questa specie di cavallo di Troia dei bambini, delle azioni teatrali e delle prove sotto ai balconi, prendevamo una forma di familiarità con la gente, che ci invitava a casa, ci portava da bere, era una sorta di festa collettiva, in cui noi li invitavamo a spettacoli gratuiti, tutti scelti da noi con grande cura, all’interno del quartiere, in uno spiazzo, in un giardino o dove era possibile. Loro si portavano le sedie, qualche altra sedia la avevamo noi, e infine tutto si concludeva con una festa generale, organizzata dagli abitanti, che si impegnavano a preparare qualcosa da mangiare. Da questo lavoro nei quartieri è nata in gran parte la nostra vocazione al teatro di strada.

    RENZO VESCOVI
     
     
    DIDASCALIE IMMAGINI
    Photo 1: 1977 Bergamo, piazza Vecchia. Spettacolo “Albatri”. Regia di Renzo Vescovi. Attori: Luigia Calcaterra, Beppe Chierichetti, Paolo Clementi, Enrico Masseroli, Antonio Ludovico Muratori, Franco Pasi, Vanna Salati, Susanna Vicenzetto Foto: Maurizio Buscarino
 

TTB per BERGAMO / #1 primi tempi
Pubblicata il 01/05/2020

Condividiamo il primo di quattro racconti dedicati alla storia del TTB e del suo legame...

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  • con la città di Bergamo.
     
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    TTB per BERGAMO
    #1 Primi tempi (Eng text below)

    Il nome l’ha dato Laura Roncalli, insieme all’architetto Vanni Zanella. Eravamo per lo più di Bergamo, ma non chiusi in Bergamo. Molti di noi avevamo fatto la scuola del Teatro alle Grazie e a un certo punto era nata l’idea di mettere su una compagnia. Poi il gruppo si è naturalmente aperto a gente di Milano appassionata di teatro, cioè Renzo, [Vescovi] Lidia Gavinelli, Bruno Collavo e altri. Era il 1963.  Non avevamo una sede, provavamo nei bar, o qualche volta anche all’oratorio Immacolata. *
    Con Renzo ci siamo conosciuti a Milano nel ’59. Eravamo entrambi anche attori. Venimmo introdotti all’interno del CUT, il centro universitario teatrale dove conoscemmo Laura Roncalli e Mirella Falco, che avevano creato un gruppo a Bergamo. Così cominciammo a incontrarci, il gruppo di Milano e il gruppo di Bergamo, con piccole polemiche perché i bergamaschi ci vedevano un po’ come degli invasori… Prima stavamo al Teatro del Borgo, in piazza Sant’Anna. Poi prendemmo un doppio garage in via Partigiani, dove ci sentivamo più liberi. Era una vita molto dura, ma veramente appassionata, ed eravamo molto giovani. Il Teatro Tascabile era nato un po’ ad imitazione dei piccoli teatri francesi, dei teatri “de poche”, appunto. Ma con noi qualcosa andava cambiando. Per alcuni anni lavorammo in questo doppio garage, riuscendo a fare cose straordinarie in uno spazio piccolissimo. Avevamo persino un pubblico di abbonati, un pubblico di pazzi appassionati che veniva volentieri da noi. **
    In quel periodo, primi anni Sessanta, il teatro Donizetti si stava allargando e avevano promesso una sala per il TTB. Ma poi non se ne fece nulla.  E’ stato per merito di Laura Roncalli che siamo riusciti a trovare un luogo dove lavorare. Lidia ci mise anche del denaro, soldi suoi, privati: non c’era nulla, non c’era neanche il pavimento, non c’erano le mattonelle... E così è nata la sede del TTB, in Cittadella, con tanto di atto notarile.*
    Ora avevamo un teatro, per quanto piccolo. Ormai il TTB era diventato qualcosa di diverso.  Discutemmo un po’ se cambiare il nome, ma poi decidemmo di tenerlo, come forma di rispetto per chi lo aveva fondato. *

    *Andreina Moretti - organizzatrice **Bruno Collavo - attore e scenografo
     
     
     
    DIADSCALIE IMMAGINI
    Photo 1: Piazza cittadella, Bergamo Alta, prima sede del nuovo TTB Teatro tascabile di Bergamo
 


 
 
 
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